2017/2018

2016/2017

2015/2016

2014/2015

2013/2014

2012/2013

2011/2012

2010/2011

2009/2010

2008/2009

2007/2008

2006/2007

2005/2006

2004/2005

3.10.17

Emoji - Accendi Le Emozioni (Emoji - The Movie, 2017)
di Tony Leondis

Il crinale della condiscendenza è uno degli equilibri più complicati da mantenere, specie per un film d’animazione come Emoji - Accendi Le Emozioni, che scarta subito il pubblico più adulto e mira a soddisfare quello più infantile. Quanto andare incontro al modo di essere del proprio uditorio preferenziale e rappresentarlo, e quanto invece metterlo in discussione è estremamente complicato, poche volte però abbiamo visto una simile sragionata tendenza a piegarsi in ogni direzione per assecondare mode, brand e morali semplici, senza volerle mettere in discussione o anche solo fornire una propria interpretazione.
Quella pigrizia di scrittura e tendenza a copiare il già esistente che riconosciamo nell’animazione commerciale tedesca o scandinava, applicata ad un grande film americano è un colpo insostenibile.

Emoji è sostanzialmente una copia di Ralph Spaccatutto. Presenta il mondo dentro i device elettronici, in cui i personaggi si muovono per fare in modo che all’esterno tutto funzioni, e ha un protagonista fallato, diverso dagli altri perché non funzionante e quindi emarginato come lì era Vanellope Von Schweetz, affetta da glitch. Per animare tutto lo fa viaggiare in lungo e in largo (incluse le zone proibite, che qui sono quelle crackate) come scusa per mostrare la costruzione di quell’universo, tutto quello che conosciamo e cosa fanno i marchi più noti “quando non li stiamo guardando”. Alla fine, proprio ciò che rende il protagonista diverso, sarà ciò che lo rende speciale e tutto il resto delle ovvietà che si possono immaginare senza niente che invece non si possa già prevedere.

Purtroppo l’unica cosa che il film non prende da Ralph Spaccatutto è quel delicato equilibrio tra il celebrare e criticare, tra il dire qualcosa di familiare e noto e invece riuscire anche a scuotere un po’ le convinzioni di chi guarda. Emoji è un viaggio attraverso le compagnie di internet, in cui si precipita nella scatola di Dropbox, si cavalca l’uccellino di Twitter, si balla con Just Dance e si surfa sulle onde create dalla musica in streaming di Spotify (“Ma certo, non lo sai? Qui c’è tutta la musica del mondo!”). E tutto con l’obiettivo di aiutare il bambino possessore del cellulare a dire qualcosa alla bambina di cui è innamorato.

Così piccola è la tensione narrativa, così basse le aspettative per il futuro dei personaggi (obiettivamente: che cosa mai gli potrà succedere?!) che non si può che pensare a che gran lavoro sia stato fatto per quell’altro viaggio in un mondo “interiore” : Inside Out. Lì erano ricreate le dinamiche più sentimentali e la metafora non era dei servizi a pagamento o gratuiti, ma degli alti e bassi della vita di ognuno, degli abissi dell’oblio e della morte degli amici immaginari. La metafora colorata, comica e pupazzosa serviva ad addentrarsi nelle dinamiche più complesse e difficili.
Emoji invece è la gag non divertente del compagno di classe meno studioso e più rumoroso, convinto che agitarsi parecchio e appropriarsi la battuta che qualcun altro ha detto, cambiandola di pochissimo senza averne capito il senso vero, possa far ridere di nuovo.
Posta un commento
Creative Commons License
...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.